In punta di diritto

Associazioni tra avvocati: ecco chi può partecipare

altSulla Gazzetta Ufficiale  n. 50 del 2 marzo 2016 è stato pubblicato il DM n. 23 del 4 febbraio 2016 che istituisce il “Regolamento recante norme di attuazione dell’articolo 4, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, per l’individuazione delle categorie di liberi professionisti che possono partecipare alle associazioni tra avvocati.” Il provvedimento entra il vigore il  16 marzo. Di seguito il decreto: 
 
 
IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA 
 
Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
Visto l'articolo 4, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 247; 
Visto l'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;
Sentito il Consiglio nazionale  forense  che  si  e'  espresso  con parere in data 30 luglio 2015; 
Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione consultiva per gli atti  normativi  nell'adunanza  del  10  settembre 2015; 
Acquisiti i pareri della competenti Commissioni  della  Camera  dei deputati e del Senato della Repubblica; 
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri,  a norma del citato articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con nota del 21 dicembre 2015; 
 
     A d o t t a  
il seguente regolamento: 
 
Art. 1 
Oggetto e definizioni 
 
1. Il presente regolamento individua,  ai  sensi  dell'articolo  4, comma 2, legge 31 dicembre 2012,  n.  247,  le  categorie  di  liberi professionisti  che  possono partecipare   alle   associazioni   tra avvocati. 
2. Ai fini del presente regolamento: 
a) per «legge professionale» si intende la legge 31 dicembre  2012, n. 247, recante «Nuova disciplina dell'ordinamento della  professione forense»; 
b) per «associazioni» si intendono  le  associazioni  costituite  o partecipate da avvocati con altri liberi professionisti,  individuati ai sensi del presente regolamento. 
 
Avvertenza: 
Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico  delle disposizioni sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull'emanazione   dei decreti   del   Presidente   della   Repubblica  e  sulle pubblicazioni   ufficiali   della   Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge alle quali e'  operato  il rinvio.  Restano  invariati  il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
 
Note alle premesse: 
Si riporta il testo  dell'art.  17,  comma  3,  della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita'  di Governo e ordinamento della Presidenza  del  Consiglio dei ministri): 
 «Art. 17 (Regolamenti). - 1.-2. (Omissis). 
 3. Con decreto  ministeriale  possono  essere  adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro  o  di autorita'  sottordinate  al  ministro,  quando   la   legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza  di  piu'  ministri,  possono  essere adottati con decreti interministeriali, ferma  restando  la necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle  dei  regolamenti  emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati  al  Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione. 
4.-4-ter. (Omissis).». 
Si riporta il testo degli articoli 1, comma  3,  e  4 della legge 31 dicembre  2012,  n.  247  (Nuova  disciplina dell'ordinamento della professione forense): 
«Art. 1 (Disciplina dell'ordinamento forense). -  1.-2.
(Omissis). 
3. All'attuazione  della  presente  legge  si  provvede mediante regolamenti  adottati  con  decreto  del  Ministro della giustizia, ai sensi  dell'art.  17,  comma  3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro  due  anni  dalla  data della sua entrata in vigore, previo  parere  del  Consiglio nazionale forense (CNF) e, per le sole materie di interesse di questa, della Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense. Il CNF esprime i  suddetti  pareri  entro  novanta giorni dalla  richiesta, sentiti  i  consigli  dell'ordine territoriali e le associazioni forensi che siano costituite da almeno cinque anni e che siano  state  individuate  come maggiormente rappresentative  dal  CNF.  Gli  schemi dei regolamenti sono trasmessi alle Camere, ciascuno  corredato di  relazione  tecnica,  che  evidenzi  gli  effetti  delle disposizioni recate, e dei pareri di cui al primo  periodo, ove  gli  stessi  risultino  essere  stati  tempestivamente comunicati, perche' su di essi sia espresso, nel termine di sessanta  giorni   dalla   richiesta,   il   parere   delle Commissioni parlamentari competenti. 
4.-6. (Omissis).». 
«Art. 4  (Associazioni  tra  avvocati e multidisciplinari). - 1. La professione forense puo' essere esercitata  individualmente  o  con  la  partecipazione  ad associazioni  tra  avvocati.  L'incarico  professionale  e' tuttavia sempre conferito all'avvocato in via personale. La partecipazione ad un'associazione  tra  avvocati non  puo' pregiudicare  l'autonomia,  la  liberta'  e  l'indipendenza intellettuale o di giudizio dell'avvocato nello svolgimento dell'incarico che gli e' conferito.  E' nullo  ogni  patto contrario. 
2. Allo scopo  di  assicurare  al  cliente  prestazioni anche a carattere  multidisciplinare,  possono  partecipare alle associazioni di cui al comma 1,  oltre  agli  iscritti all'albo  forense,  anche   altri   liberi   professionisti  appartenenti alle categorie individuate con regolamento del Ministro della giustizia ai sensi dell'art. 1, commi  3  e seguenti.  La  professione  forense  puo'  essere  altresi' esercitata da un avvocato  che  partecipa  ad  associazioni costituite fra altri liberi professionisti. 
3. Possono essere soci delle associazioni tra  avvocati solo coloro  che  sono  iscritti  al  relativo  albo. Le  associazioni tra avvocati sono iscritte in un elenco tenuto presso il consiglio dell'ordine nel cui  circondario  hanno sede, ai sensi dell'art. 15, comma 1, lettera l).  La  sede dell'associazione e' fissata nel circondario ove  si  trova il centro principale  degli  affari.  Gli  associati  hanno domicilio  professionale  nella  sede  della  associazione. L'attivita' professionale svolta dagli associati da'  luogo agli obblighi e ai diritti previsti dalle  disposizioni  in materia previdenziale. 
4.  L'avvocato  puo'  essere  associato  ad  una   sola  associazione. 
5. Le associazioni tra professionisti possono  indicare l'esercizio di attivita' proprie della professione  forense fra quelle previste nel proprio oggetto sociale, oltre  che in  qualsiasi  comunicazione  a  terzi,  solo  se  tra  gli associati vi e' almeno un avvocato iscritto all'albo. 
6. La violazione di quanto previsto  ai  commi  4  e  5 costituisce illecito disciplinare. 
7. I  redditi  delle  associazioni  tra  avvocati  sono determinati  secondo  i  criteri  di  cassa,  come  per   i professionisti  che  esercitano  la  professione  in   modo individuale. 
8. Gli avvocati e le associazioni di  cui  al  presente articolo  possono   stipulare   fra   loro   contratti   di associazione in partecipazione ai sensi degli articoli 2549 e seguenti del codice civile. 
9. L'associato  e'  escluso  se  cancellato  o  sospeso dall'albo per un periodo  non  inferiore  ad  un  anno  con provvedimento disciplinare definitivo. Puo' essere  escluso per effetto di quanto previsto dall'art.  2286  del  codice civile. 
10. Le associazioni che hanno ad oggetto esclusivamente lo  svolgimento  di  attivita'   professionale   non   sono assoggettate alle procedure fallimentari e concorsuali.». 
Note all'art. 1: 
 - Per il testo dell'art. 4 della citata  legge  n.  247 del 2012, si veda nelle note alle premesse. 
 
Art. 2 
Individuazione delle categorie professionali 
 
1. I liberi  professionisti  non  iscritti  nell'albo  forense  che partecipano ad una associazione multidisciplinare devono  appartenere alle seguenti categorie   organizzate  in ordini  e  collegi professionali: 
ordine dei dottori agronomi e dottori forestali; 
ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori; 
ordine degli assistenti sociali; 
ordine degli attuari; 
ordine nazionale dei biologi; 
ordine dei chimici; 
ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili; 
ordine dei geologi; 
ordine degli ingegneri; 
ordine dei tecnologi alimentari; 
ordine dei consulenti del lavoro; 
ordine dei medici chirurghi  e odontoiatri; 
ordine dei medici veterinari; 
ordine degli psicologi; 
ordine degli spedizionieri doganali; 
collegio dei periti agrari e dei periti agrari laureati; 
collegio degli agrotecnici e agrotecnici laureati; 
collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati; 
collegio dei geometri e geometri laureati. 
 
Art. 3 
Rinvio 
 
1. Per la regolamentazione delle associazioni di  cui  al  presente decreto si ha riguardo a quanto disposto dall'articolo 4, commi  3  e seguenti, della legge professionale, nonche', in quanto  compatibili, alle disposizioni del codice civile. 
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. 
 
Roma, 4 febbraio 2016 
 
 Il Ministro: Orlando 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 
 
Registrato alla Corte dei conti il 24 febbraio 2016  Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia  e  affari  esteri, reg.ne prev. n. 517 
 
 

 

 

Gazzetta Ufficiale: compensi per i professionisti delegati dal giudice dell'esecuzione

altE’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2016, il decreto del Ministero della Giustizia, del 15 ottobre 2015, n. 227, recante il regolamento sulla determinazione e la liquidazione dei compensi per le operazioni delegate dal giudice dell’esecuzione, ai sensi degli artt. 169-bis e 179-bis delle disposizioni relative all’attuazione del codice di procedura civile. In vigore dal 10 marzo p.v.. Di seguito il decreto:

 IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA                                

di concerto con                                  

IL MINISTRO   DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE      

Visti  gli  articoli  169-bis  e  179-bis  delle  disposizioni  per l'attuazione del codice di procedura civile, recanti disposizioni per la determinazione dei compensi per le operazioni delegate dal giudice dell'esecuzione, rispettivamente  per  la  vendita  dei  beni  mobili iscritti nei pubblici registri e per la vendita dei beni immobili;    Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;  

Sentiti  il  Consiglio  nazionale  del  notariato,   il   Consiglio nazionale  dell'ordine  degli  avvocati  e  il  Consiglio   nazionale dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili;    

Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 18 giugno 2015;    

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri,  a norma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400, effettuata l'11 settembre 2015, ai sensi del predetto articolo;                              

 Adotta il seguente regolamento:                                  

Art. 1                          

Ambito di applicazione      

1. Il presente decreto determina, a norma degli articoli 169-bis  e 179-bis delle disposizioni per l'attuazione del codice  di  procedura civile, i compensi spettanti ai professionisti delegati di  cui  agli articoli 534-bis e 591-bis del codice di procedura civile. Sono fatte salve le disposizioni di cui al decreto del Ministro della  giustizia 15 maggio 2009, n. 80.                                    

Art. 2   Criteri  per  la  determinazione  del  compenso  nell'espropriazione forzata immobiliare      

1. Il compenso del professionista delegato  per  le  operazioni  di vendita di beni immobili  e'  determinato  sulla  base  dei  seguenti criteri:   a) quando il prezzo di aggiudicazione o il valore di assegnazione e' pari o inferiore a euro 100.000: 1)  per  tutte  le  attivita'  comprese  tra  il conferimento dell'incarico e la redazione dell'avviso di vendita, ivi  incluso  lo studio della documentazione depositata  a  norma  dell'articolo  567, secondo comma, del codice di procedura  civile,  spetta  un  compenso pari ad euro 1.000;  2) per tutte le attivita' svolte successivamente alla redazione dell'avviso di vendita e fino all'aggiudicazione o  all'assegnazione, spetta un compenso pari ad euro 1.000;  3) per tutte le  attivita'  svolte  nel  corso  della  fase  di trasferimento della proprieta',  spetta  un  compenso  pari  ad  euro 1.000;   4) per tutte le  attivita'  svolte  nel  corso  della  fase  di distribuzione della somma ricavata, spetta un compenso pari  ad  euro 1.000;

b) quando il prezzo di aggiudicazione o il valore di assegnazione e' superiore a euro 100.000 e pari o inferiore a euro 500.000: 1)  per  tutte  le  attivita'  comprese  tra  il   conferimento dell'incarico e la redazione dell'avviso di vendita, ivi  incluso  lo studio della documentazione depositata  a  norma  dell'articolo  567, secondo comma, del codice di procedura  civile,  spetta  un  compenso pari ad euro 1.500;  2) per tutte le attivita' svolte successivamente alla redazione dell'avviso di vendita e fino all'aggiudicazione o  all'assegnazione, spetta un compenso pari ad euro 1.500;  3) per tutte le  attivita'  svolte  nel  corso  della  fase  di trasferimento della proprieta',  spetta  un  compenso  pari  ad  euro 1.500;  4) per tutte le  attivita'  svolte  nel  corso  della  fase  di distribuzione della somma ricavata, spetta un compenso pari  ad  euro 1.500;  

c) quando il prezzo di aggiudicazione o il valore di assegnazione e' superiore a euro 500.000:  1)  per  tutte  le  attivita'  comprese  tra  il   conferimento dell'incarico e la redazione dell'avviso di vendita, ivi  incluso  lo studio della documentazione depositata  a  norma  dell'articolo  567, secondo comma, del codice di procedura civile,  spetta  un  compenso pari ad euro 2.000;  2) per tutte le attivita' svolte successivamente alla redazione dell'avviso di vendita e fino all'aggiudicazione o all'assegnazione, spetta un compenso pari ad euro 2.000; 3) per tutte le  attivita'  svolte  nel  corso  della  fase  di trasferimento della proprieta',  spetta  un  compenso pari  ad  euro 2.000;  4) per tutte le  attivita'  svolte  nel  corso  della  fase  di distribuzione della somma ricavata, spetta un compenso pari  ad  euro 2.000.

 2. Quando le attivita' di cui al  comma  1,  numeri  1),  2)  e  3) riguardano piu' lotti, in  presenza  di  giusti  motivi  il  compenso determinato secondo i criteri ivi previsti puo' essere liquidato  per ciascun lotto. Allo stesso modo si procede per  la  liquidazione  del compenso relativo alle attivita' di cui al comma 1, numero 4), quando la distribuzione ha ad oggetto somme riferibili a piu' debitori.  

3. Tenuto conto  della  complessita'  delle  attivita'  svolte,  il giudice dell'esecuzione puo'  aumentare  o  ridurre  l'ammontare  del compenso liquidato a norma del comma 1 in misura non superiore al  60 per cento.    

4. Al professionista delegato spetta un rimborso forfettario  delle spese generali in misura  pari  al  10  per  cento dell'importo  del compenso determinato  a  norma  del  presente  articolo,  nonche'  il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. I  costi degli ausiliari incaricati sono ricompresi tra le spese.  

 5. In ogni caso l'ammontare complessivo del compenso e delle  spese generali liquidato a norma del  presente articolo  non  puo'  essere superiore al 40 per cento del prezzo di aggiudicazione o  del  valore di assegnazione.

 6. In presenza di giustificati  motivi  sono  ammessi  acconti  sul compenso finale.  

7. Sono poste a carico dell'aggiudicatario o  dell'assegnatario  la meta'  del  compenso  relativo  alla  fase  di  trasferimento  della proprieta',  nonche'  le  relative  spese   generali   e   le   spese effettivamente  sostenute  per  l'esecuzione  delle   formalita'   di registrazione, trascrizione  e  voltura  catastale.  In  presenza  di giustificati motivi,  il  compenso  a  carico  dell'aggiudicatario  o dell'assegnatario puo' essere determinato in misura diversa da quella prevista dal periodo precedente.    

8. Quando il processo esecutivo e' definito senza che il  bene  sia aggiudicato o assegnato, ai fini della liquidazione del  compenso  si tiene conto del prezzo previsto per l'ultimo esperimento  di  vendita ovvero, in mancanza, del valore di stima.    

Art. 3   Criteri  per  la  determinazione  del  compenso   nell'espropriazione   forzata di beni mobili iscritti nei pubblici registri      

1. Il compenso del professionista delegato  per  le  operazioni  di vendita di beni mobili iscritti nei pubblici registri e'  determinato sulla base dei seguenti criteri:  1) per  tutte  le  attivita'  svolte  nel  corso  della  fase  di autorizzazione della vendita spetta un compenso pari ad euro 200; 2) per tutte le attivita'  svolte  nel  corso della fase  delle operazioni di vendita o di assegnazione, spetta un compenso  pari  ad euro 250;  3) per  tutte  le  attivita'  svolte  nel  corso  della  fase  di trasferimento della proprieta', spetta un compenso pari ad euro 200;  4) per  tutte  le  attivita'  svolte  nel  corso  della  fase  di distribuzione, spetta un compenso pari ad euro 250.

2. Quando il prezzo di aggiudicazione o il valore  di  assegnazione e' superiore a euro 25.000 ma inferiore a 40.000 euro, il compenso di cui al comma 1 e' raddoppiato.  

3. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, commi 2 e 3, ma  il  compenso  liquidato  non  puo'  essere  aumentato  in  misura superiore al 40 per cento.  

4. Quando il prezzo di aggiudicazione o il valore  di  assegnazione del bene eccede l'importo di euro 40.000,00, il compenso e' liquidato secondo i criteri di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a).  

5. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, commi 4 e 6. In ogni caso, l'ammontare complessivo  del  compenso  e  delle  spese generali non puo' eccedere la misura del 30 per cento del  prezzo  di aggiudicazione o del valore di assegnazione.    6. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, commi 7 e 8.                          

Art. 4  

Abrogazioni 1.

Il decreto ministeriale del 25 maggio 1999, n.  313,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  italiana  n.  213  del  10 settembre 1999, e' abrogato.            

Art. 5  Clausola di invarianza finanziaria      

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

 

Legge Pinto: il modello di indennizzo predisposto dal Ministero della Giustizia

altIl ministero della Giustizia ha predisposto un modello provvisorio per richiedere gli indennizzi della legge Pinto, nell'attesa dei decreti previsti dalle legge di Stabilità 2016. Per ricevere il pagamento delle somme liquidate è necessario che il creditore rilasci all'amministrazione debitrice una dichiarazione attestante: la mancata riscossione di somme per il medesimo titolo e l'esercizio di azioni giudiziarie per lo stesso titolo, specificando l'ammontare degli importi che è ancora tenuta a corrispondere e la modalità di riscossione prescelta. La dichiarazione, con la relativa documentazione, dovrà essere inviata alla Corte di Appello che ha emesso il decreto di condanna e che provvede al relativo pagamento. Di seguito il modello http://www.reboa.eu/media/files/mod_pagamento_pinto[1].pdf

 
 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'albo degli amministratori giudiziari

altE' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.34 del 11/02/2016 il Decreto Ministero della Giustizia titolato "Modalità di tenuta e accesso all'Albo degli amministratori". Si tratta del Regolamento per la tenuta con modalità informatica degli amministratori giudiziari. Di seguito il testo del provvedimento:
 
 
 
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DECRETO 26 gennaio 2016
 
Modalita' di tenuta ed accesso all'Albo degli amministratori.
 
IL DIRETTORE GENERALE
 per i sistemi informativi automatizzati
 
Visto il decreto legislativo 4 febbraio 2010, n. 14, recante;
«Istituzione dell'Albo degli amministratori ai sensi dell'art. 2, comma 13, della legge 15 luglio 2009, n. 94»;
Visto l'art. 35 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136;
Visto il decreto interministeriale del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e Ministro dello sviluppo economico 19 settembre 2013, n. 160, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 gennaio 2014, n. 19, con efficacia dal 19 marzo 2015, con il quale e' stato adottato il «Regolamento recante disposizioni in materia di iscrizione nell'Albo degli amministratori giudiziari di cui al decreto legislativo 4 febbraio 2010, n. 14, e modalita' di sospensione e cancellazione dall'Albo degli amministratori giudiziari e di esercizio del potere di vigilanza da parte del Ministero della giustizia»;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 come modificato dal decreto legislativo 30 dicembre 2010, n. 235, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2010 - Supplemento ordinario n. 8, recante il Codice dell'amministrazione digitale;
 Visto il decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011, n. 44 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 18 aprile 2011), recante «Regolamento concernente le specifiche tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n.
 24», come modificato dal decreto ministeriale 15 ottobre 2012 n. 209 e dal decreto ministeriale 3 aprile 2013 n. 48;
 Visto il provvedimento della Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati, 18 luglio 2011, pubblicato per estratto nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2011, recante «Specifiche tecniche previste dall'art. 34, comma 1 del decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011 n. 44, recante regolamento concernente le specifiche tecniche per l'adozione, nel processo civile e nel processo penale, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010, n.
24» come sostituito dal provvedimento 16/4/2014;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
Visto il decreto interministeriale n. 160/2013, e rilevato che all'art. 3 comma 5 prevede che con decreto dirigenziale del responsabile per i sistemi informatizzati del Ministero della giustizia, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono fissate le specifiche tecniche per l'inserimento dei dati di cui al comma 2 e per l'accesso alla parte riservata;
 Rilevato che il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso il previsto parere in data 2 dicembre 2015;
 
Decreta
 
Art. 1
 
Definizioni
 
Ai fini del presente decreto si intende; a) per «CAD»: decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il Codice dell'amministrazione digitale, e successive modificazioni; b) per «Albo»: l'Albo degli amministratori giudiziari di cui all'art. 35 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136, istituito con decreto legislativo del 6 settembre 2011; c) per «Regolamento»: decreto interministeriale del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e Ministro dello sviluppo economico 19 settembre 2013, n. 160, recante disposizioni in materia di iscrizione nell'Albo degli amministratori giudiziari di cui al decreto legislativo 4 febbraio 2010, n. 14, e modalita' di sospensione cancellazione dall'Albo degli amministratori giudiziari e di esercizio del potere di vigilanza da parte del Ministero della giustizia; d) per «Regole tecniche»: decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011, n. 44, concernente le specifiche tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n. 24, e successive modificazioni; e) per «Specifiche tecniche»: il provvedimento della Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati, 18 luglio 2011, come sostituito dal provvedimento 16/4/2014; f) per «PST»: portale dei servizi telematici il quale prevede delle stringenti regole di visibilita' delle informazioni in funzione del ruolo che l'utente svolge nell'ambito dello specifico procedimento e, a tale scopo, e' richiesta l'identificazione c.d. «forte», tramite token crittografico (smart card, chiavetta USB o latro dispositivo sicuro), del soggetto che accede al servizio; g) per «Richiedente»: il professionista che presenta la domanda d'iscrizione all'Albo; h) per «Amministratore»: il professionista iscritto all'Albo degli amministratori giudiziari; i) per «Responsabile dell'Albo»: il direttore generale della giustizia civile, Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia, ovvero persona da lui delegata con qualifica dirigenziale nell'ambito della Direzione Generale; j) per «ADN»: il sistema «Active Directory Nazionale» infrastruttura che consente di gestire su una unica anagrafica centralizzata gli utenti, i server applicativi e le postazioni di lavoro del Ministero della giustizia, garantendo cosi' elevati livelli della gestione della sicurezza con particolare riferimento agli aspetti legati alla sicurezza degli accessi.
 
Art. 2
 
Modalita' di tenuta e accesso all'albo
 
1) L'Albo e' tenuto con modalita' informatica, ai sensi dell'art 3, comma 1, del regolamento n. 160/2013, in conformita' a quanto previsto dal CAD e dal presente decreto.
2) L'aggiornamento delle informazioni e' curata dal Responsabile dell'Albo secondo il disposto dell'art. 2, comma 5, del regolamento n. 160/2013. L'aggiornamento avviene nei termini previsti all'art. 5, comma 2, regolamento n. 160/2013.
3) L'Albo e' distinto in una «parte pubblica» e una «parte riservata».
4) La «parte pubblica» dell'Albo, di cui all'art. 3 del regolamento n. 160/2013, e' consultabile sul sito istituzionale www.giustizia.it alla voce «Albo degli amministratori giudiziari» ed e' composta da pagine web ad accesso libero. Le informazioni (dati identificativi dell'Amministratore - escluso il codice fiscale in quanto visibile solo a chi ha diritto ad accedere alla parte riservata - e indirizzo di posta elettronica certificata) sono pubblicate come dati di tipo aperto secondo le modalita' di cui all'art. 52 del CAD.
5) La «parte riservata» dell'Albo, di cui all'art 3 comma 4 del regolamento n. 160/2013, e' tenuta presso i Sistemi informatici del Ministero della giustizia con modalita' idonee a garantire la riservatezza e la sicurezza dei dati, in conformita' a quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
6) L'accesso alla «parte riservata» dell'Albo, da parte degli Amministratori, avviene, limitatamente ai soli dati che lo riguardano, mediante il sito pst.giustizia.it, previa identificazione informatica con le modalita' di cui all'art. 6 delle specifiche tecniche.
7) Alla «parte riservata» dell'Albo e' consentito l'accesso ai magistrati, ai dirigenti delle cancellerie che si occupano degli affari penali e delle segreterie delle Procure della Repubblica, nonche' al direttore dell'Agenzia o ad un soggetto da quest'ultimo delegato. L'accesso avviene attraverso la rete del Ministero della giustizia, previa identificazione informatica attraverso ADN.
8) Per l'accesso alla «parte riservata» dell'Albo sono resi disponibili, ai soggetti indicati al comma 7, strumenti informatici, anche in cooperazione applicativa, che consentono la ricerca di informazioni e dati relativi alla sola attivita' professionale presenti nel fascicolo informatico dell'Amministratore.
 
Art. 3
 
Modalita' di presentazione della domanda d'iscrizione
 
1) Il soggetto che intende presentare domanda d'iscrizione all'Albo, una volta autenticato attraverso il PST, potra' accedere alla sua «area riservata».
2) Il richiedente, attraverso la sua «area riservata», potra' compilare la domanda d'iscrizione all'Albo in modo completamente informatizzato ed allegare i documenti. Gli allegati verranno associati alla domanda tramite bar-code.
3) La domanda e i suoi allegati, compilata dal richiedente con le modalita' di cui ai precedenti commi, dovra' essere scaricata dall'utente, sottoscritta digitalmente e inviata al sistema informatico per la sua trattazione in modalita' on line.
4) I formati degli allegati associati alla domanda devono essere in formato PDF e la firma digitale deve essere in formato PAdES o CADES 5) Il richiedente, a seguito dell'invio della domanda, ricevera' una comunicazione, mediante PEC, con l'indicazione del Responsabile del procedimento.
 
Art. 4
 
Procedimento per l'iscrizione
 
1. Al momento dell'invio della domanda telematica e dei suoi allegati si crea un fascicolo informatico che raccogliera' i documenti e le copie informatiche dei documenti trasmessi dal Richiedente e quelli formati dal Responsabile dell'Albo. Il fascicolo informatico e' tenuto secondo le disposizioni del regole tecniche e delle specifiche tecniche.
2. Il richiedente, attraverso l'«area riservata», potra' procedere all'integrazione dei documenti richiesti dall'Amministrazione durante la fase istruttoria.
3. La difformita' tra i dati inseriti sul sito e quelli trasmessi tramite sistema informatico comporta il rigetto della domanda.
4. A seguito del completamento della fase istruttoria, il sistema generera' una PEC con cui viene informato il richiedente dell'esito del procedimento.
 
Art. 5
 
Modo di pagamento del contributo
 
1) Il pagamento del contributo di cui all'art. 7 lettera a) e c) del Regolamento e' effettuato secondo le norme di cui all'art. 30 del decreto ministeriale n. 44/2011 e agli articoli 26, 27 e 28 delle specifiche tecniche. Per il pagamento va indicato il codice tributo 3531.
2) Il pagamento del contributo secondo le modalita' indicate nella lettera a) art. 7 del Regolamento e' effettuato tramite pagamento su conto corrente postale n. 001020172639 intestato alla Tesoreria di Viterbo provinciale di Roma con coordinate bancarie IBAN: IT62 B076 0114 5000 0102 0172 639. 3) Il pagamento del contributo secondo le modalita' indicate nella lettera b) art. 7 del Regolamento e' effettuato tramite versamento bancario intestato alla Tesoreria provinciale di Roma con coordinate bancarie IBAN: IT51B0100003245348011353100.
4) La ricevuta del versamento che comprova l'avvenuto pagamento del contributo per l'iscrizione, nelle forme previste dall'art 7 lettere a), b) e c), e' inserita come allegato alla domanda di cui all'art. 3, comma 3, del presente decreto. La ricevuta del contributo annuale versato con nelle forme previste dall'art. 7 lettere a), b) e c) e' inviata dall'Amministratore accedendo all'area riservata.
5) Per pagamento effettuato con le modalita' di cui al comma 1 del presente articolo la ricevuta potra' essere acquisita dall'Albo, in maniera automaticamente, dalla piattaforma dei pagamenti telematici.
 
Art. 6
 
Modalita' per le comunicazioni all'Albo
 
1) Le comunicazioni al Responsabile dell'Albo da parte dell'Amministratore, di cui all'art. 5, commi 4 e 5, del regolamento n. 160/2013, sono effettuate attraverso una sezione dedicata dell'area riservata.
2) Le comunicazioni al Responsabile dell'Albo, da parte dall'Autorita' giudiziaria e dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata, di cui all'art. 9 del regolamento n. 160/32013, sono effettuate tramite una interfaccia web dell'Albo o tramite cooperazione applicativa tra sistemi.
 
Art. 7
 
 Disposizioni sulla registrazione delle operazioni di accesso
 
1. Le operazioni di accesso al sistema informatico sono registrate in apposito file di log che contiene le seguenti informazioni;
 a. il codice fiscale del soggetto che ha effettuato l'accesso;
 b. il riferimento al documento prelevato o consultato (codice identificativo del documento nell'ambito del sistema documentale);
 c. la data e l'ora dell'accesso.
2. I suddetti file di log sono sottoposti a procedura di conservazione per cinque anni, e sono raccolti, con modalita' tali da certificarne la non ripudiabilita' e non modificabilita', presso la Sala server nazionale della giustizia dove e' installata l'applicazione.
3. I file di log sono resi disponibili a chi potra' accedervi nelle forme di legge, previa approvazione da parte del Responsabile dell'Albo.
 
Roma, 26 gennaio 2016
 Il direttore generale: Licardo
 
 

Tabella dei diritti di copia per atti giudiziari

altDi seguito la tabella semplificata dei diritti di copia degli atti giudiziari: 

Diritti di Copia Autentica

NB: per le copie di atti dei giudici di pace i valori sono ridotti alla metà

N° Pagine Diritti Copie Non Urgenti Diritti Copie Urgenti
01 - 04 € 11,54 € 34,62
05 - 10 € 13,47 € 40,41
11 - 20 € 15,38 € 46,14
21 - 50 € 19,23 € 57,69
51 - 100 € 28,85 € 86,55
oltre 100 € 28,85 + € 11,54 ogni ulteriori 100 pagine o frazioni di 100 € 86,55 + € 34,62 ogni ulteriori 100 pagine o frazioni di 100


Diritti di Copia Senza Certificazione di Conformità

NB: per le copie di atti dei giudici di pace i valori sono ridotti alla metà

N° Pagine Diritti Copie Non Urgenti Diritti Copie Urgenti
01 - 04 € 1,44 € 4,32
05 - 10 € 2,88 € 8,64
11 - 20 € 5,76 € 17,28
21 - 50 € 11,54 € 34,62
51 - 100 € 23,07 € 69,21
oltre 100 € 23,07 + € 9,62 ogni ulteriori 100 pagine o frazioni di 100 € 69,21 + € 28,86 ogni ulteriori 100 pagine o frazioni di 100

Diritti di Copia su Supporto Diverso dal Cartaceo

(Quando è possibile conoscere il numero di copie)

N° Pagine Diritti Copie Semplici Diritti Copie Autentiche
1-4 € 0,96 7,69
5-10 € 1,92 8,98
11-20 € 3,84 10,25
21-50 € 7,69 12,82
51-100 € 15,38 19,23
Oltre le 100 € 15,38 + € 6,41 ogni ulteriori 100 pagine o frazioni di 100 € 19,23 + € 7,69 ogni ulteriori 100 pagine o frazioni di 100


Diritti di Copia su Supporto Diverso dal Cartaceo

(Quando non è possibile conoscere il numero di copie)

TIPO Supporto Diritti Copie semplici
Ogni cassetta fonografica 60 min o inferiore € 3,84
Ogni cassetta fonografica 90 minuti € 5,76
Ogni cassetta videofonografica 120 min o inferiore € 6,41
Ogni cassetta videofonografica 180 min € 7,69
Ogni cassetta videofonografica 240 min € 9,62
Ogni dischetto informatico 1,44 MB € 4,50
Ogni compact disc € 320,48

 

Processo tributario
 
Diritti di copia senza certificazione di conformità su supporto cartaceo:
Numero pagine Diritti di copia
1-4 1,50
5-10 3,00
11-20 6,00
21-50 12,00
51-100 25,00
Oltre 100 25,00 + 15,00 ogni ulteriori 100 pagine o frazioni di 100

Diritti di copia con certificazione di conformità su supporto cartaceo:

Numero pagine Diritti di copia Certificazione di conformità Totale
1-4 1,50 9,00 10,50
5-10 3,00 9,00 12,00
11-20 6,00 9,00 15,00
21-50 12,00 9,00 21,00
51-100 25,00 9,00 34,00
Oltre 100 25,00 + 15,00 ogni ulteriori 100 pagine o frazioni di 100 9,00 € 34,00 + € 15,00 ogni ulteriori 100 pagine o frazioni di 100



 

 
 

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