In punta di diritto

Dal 15 febbraio 2016 le comunicazioni civili telematiche avranno valore legale

altAttivazione delle comunicazioni e notificazioni telematiche presso la Corte di Cassazione. In vigore dal 15 febbraio prossimo. http://www.reboa.eu/media/files/2016_DecretoNotificheCivili[1].pdf

 

Disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili, a norma dell'articolo 2, comma 3, della legge 28 aprile 2014, n. 67

 
altDi seguito pubblichiamo il Decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 7 recante le "Disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili, a norma dell'articolo 2, comma 3, della legge 28 aprile 2014, n. 67" e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 2016. 
 
 
Capo I - ABROGAZIONE DI REATI E MODIFICHE AL CODICE PENALE
 
Art. 1. Abrogazione di reati 
 
1. Sono abrogati i seguenti articoli del codice penale: 
 
a) 485; 
b) 486; 
c) 594; 
d) 627; 
e) 647. 
 
Art. 2. Modifiche al codice penale 
 
1. Al regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) l'articolo 488  è sostituito dal seguente: «488. Altre falsità in foglio firmato in bianco. Applicabilità delle disposizioni sulle falsità materiali. Ai casi di falsità su un foglio firmato in bianco diversi da quelli preveduti dall'articolo 487 si applicano le disposizioni sulle falsità material…
 
Capo II - ILLECITI SOTTOPOSTI A SANZIONI PECUNIARIE CIVILI
 
Art. 3. Responsabilità civile per gli illeciti sottoposti a sanzioni pecuniarie 
 
1. I fatti previsti dall'articolo seguente, se dolosi, obbligano, oltre che alle restituzioni e al risarcimento del danno secondo le leggi civili, anche al pagamento della sanzione pecuniaria civile ivi stabilita. 
 
2. Si osserva la disposizione di cui all'articolo 2947, primo comma, del codice civile. 
 
Art. 4. Illeciti civili sottoposti a sanzioni pecuniarie 
 
1. Soggiace alla sanzione pecuniaria civile da euro cento a euro ottomila: 
a) chi offende l'onore o il decoro di una persona presente, ovvero mediante comunicazione telegrafica, telefonica, informatica o telematica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa; b) il comproprietario, socio o coerede che, per procurare a sé o ad altri un profitto, s'impossessa della…
 
2. Nel caso di cui alla lettera a) del primo comma, se le offese sono reciproche, il giudice può non applicare la sanzione pecuniaria civile ad uno o ad entrambi gli offensori. 
 
3. Non è sanzionabile chi ha commesso il fatto previsto dal primo comma, lettera a), del presente articolo, nello stato d'ira determinato da un fatto ingiusto altrui, e subito dopo di esso. 
 
4. Soggiace alla sanzione pecuniaria civile da euro duecento a euro dodicimila: 
a) chi, facendo uso o lasciando che altri faccia uso di una scrittura privata da lui falsamente formata o da lui alterata, arreca ad altri un danno. Si considerano alterazioni anche le aggiunte falsamente apposte a una scrittura vera, dopo che questa fu definitivamente formata; b) chi, abusando di u…
 
5. Le disposizioni di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 4, si applicano anche nel caso in cui le falsità ivi previste riguardino un documento informatico privato avente efficacia probatoria. 
 
6. Agli effetti delle disposizioni di cui al comma 4, lettere a), b), c), d) ed e) del presente articolo, nella denominazione di «scritture private» sono compresi gli atti originali e le copie autentiche di essi, quando a norma di legge tengano luogo degli originali mancanti. 
 
7. Nei casi di cui al comma 4, lettere b) e c) del presente articolo, si considera firmato in bianco il foglio in cui il sottoscrittore abbia lasciato bianco un qualsiasi spazio destinato a essere riempito. 
 
8. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo si applicano anche nel caso di cui al comma 4, lettera f), del medesimo articolo. 
 
Art. 5. Criteri di commisurazione delle sanzioni pecuniarie 
 
1. L'importo della sanzione pecuniaria civile è determinato dal giudice tenuto conto dei seguenti criteri: 
 
a) gravità della violazione; 
b) reiterazione dell'illecito; 
c) arricchimento del soggetto responsabile; 
d) opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione
delle conseguenze dell'illecito; 
e) personalità dell'agente; 
f) condizioni economiche dell'agente. 
 
Art. 6. Reiterazione dell'illecito 
 
1. Si ha reiterazione nel caso in cui l'illecito sottoposto a sanzione pecuniaria civile sia compiuto entro quattro anni dalla commissione, da parte dello stesso soggetto, di un'altra violazione sottoposta a sanzione pecuniaria civile, che sia della stessa indole e che sia stata accertata con provvedimento esecutivo. 
 
2. Ai fini della presente legge, si considerano della stessa indole le violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse che, per la natura dei fatti che le costituiscono o per le modalità della condotta, presentano una sostanziale omogeneità o caratteri fondamentali comuni. 
 
Art. 7. Concorso di persone 
 
1. Quando più persone concorrono in un illecito di cui al presente capo, ciascuna di esse soggiace alla sanzione pecuniaria civile per esso stabilita. 
 
Art. 8. Procedimento 
 
1. Le sanzioni pecuniarie civili sono applicate dal giudice competente a conoscere dell'azione di risarcimento del danno. 
 
2. Il giudice decide sull'applicazione della sanzione civile pecuniaria al termine del giudizio, qualora accolga la domanda di risarcimento proposta dalla persona offesa. 
 
3. La sanzione pecuniaria civile non può essere applicata quando l'atto introduttivo del giudizio è stato notificato nelle forme di cui all'articolo 143 del codice di procedura civile, salvo che la controparte si sia costituita in giudizio o risulti con certezza che abbia avuto comunque conoscenza del processo. 
 
4. Al procedimento, anche ai fini dell'irrogazione della sanzione pecuniaria civile, si applicano le disposizioni del codice di procedura civile, in quanto compatibili con le norme del presente capo. 
 
Art. 9. Pagamento della sanzione 
 
1. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro il termine di sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti termini e modalità per il pagamento della sanzione pecuniaria civile, nonché le forme per la riscossione dell'importo dovuto. 
 
2. Il giudice può disporre, in relazione alle condizioni economiche del condannato, che il pagamento della sanzione pecuniaria civile sia effettuato in rate mensili da due a otto. Ciascuna rata non può essere inferiore ad euro cinquanta. 
 
3. Decorso inutilmente, anche per una sola rata, il termine fissato per il pagamento, l'ammontare residuo della sanzione è dovuto in un'unica soluzione. 
 
4. Il condannato può estinguere la sanzione civile pecuniaria in ogni momento, mediante un unico pagamento. 
 
5. Per il pagamento della sanzione pecuniaria civile non è ammessa alcuna forma di copertura assicurativa. 
 
6. L'obbligo di pagare la sanzione pecuniaria civile non si trasmette agli eredi. 
 
Art. 10. Destinazione del provento della sanzione 
 
1. Il provento della sanzione pecuniaria civile è devoluto a favore della Cassa delle ammende. 
 
Art. 11. Registro informatizzato dei provvedimenti in materia di sanzioni pecuniarie 
 
1. Con apposito decreto del Ministro della giustizia sono adottate le disposizioni relative alla tenuta di un registro, in forma automatizzata, in cui sono iscritti i provvedimenti di applicazione delle sanzioni pecuniarie civili, per gli effetti di cui all'articolo 6. 
 
Art. 12. Disposizioni transitorie 
 
1. Le disposizioni relative alle sanzioni pecuniarie civili del presente decreto si applicano anche ai fatti commessi anteriormente alla data di entrata in vigore dello stesso, salvo che il procedimento penale sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili. 
 
2. Se i procedimenti penali per i reati abrogati dal presente decreto sono stati definiti, prima della sua entrata in vigore, con sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il giudice dell'esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti. Il giudice dell'esecuzione provvede con l'osservanza delle disposizioni dell'articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale.
 
Art. 13. Disposizioni finanziarie 
 
1. Con riferimento alle minori entrate derivanti dalle disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 12, valutate in euro 129.873,00 per l'anno 2016 e in euro 86.582,00 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede con quota parte dei risparmi derivanti dall'attuazione degli articoli 1 e 2. 
 
 

UNEP- Corte di Appello: orari di accettazione atti anno 2016

altLa  Presidenza della Corte di Appello, ha emesso la nota accompagnatoria del decreto relativo all'orario di accettazione degli atti presso gli Uffici UNEP dei Tribunali del Distretto per l'anno 2016. Di seguito gli orari: http://www.reboa.eu/media/files/SEGR11-ORARI ACCETT_ATTI 2016.pdf
 
 

Udienze sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato

altIl COA di Roma ha reso noto che il Segretariato della Giustizia amministrativa del Consiglio di Stato, in considerazione che tutte le sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato per l'anno 2016, terranno udienza pubblica e camera di consiglio nella giornata di giovedì, ha indicato con nota dell'11 gennaio 2016, i nuovi orari dei c.d. preliminari come segue: III Sezione, ore 9,00; IV Sezione, ore 9,30; V Sezione ore 10,00; VI Sezione ore 10,30.
 

PCT: specifiche tecniche per l'attestazione di conformità

altIn Gazzetta Ufficiale n.4 del 7/01/2016 è stato pubblicato il Decreto del Ministero della Giustizia 28 dicembre 2015 titolato "Modifiche alle specifiche tecniche previste dall'articolo 34, comma 1 del decreto 21 febbraio 2011, n. 44, recante regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione, nel processo civile e nel processo penale, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010, n. 24". Con il nuovo provvedimento ministeriale vengono modificate alcune norme delle Specifiche Tecniche del 16 Aprile 2014  e per quanto interessa la conformità viene introdotto il nuovo articolo 19-ter titolato, appunto: "Modalita' dell'attestazione di conformita' apposta su un documento informatico separato".  Il punto focale dell'articolo 19-ter è il seguente: "' ... attestazione e' inserita in un documento informatico in formato PDF e contiene una sintetica descrizione del documento di cui si sta attestando la conformita' nonche' il relativo nome del file. Il documento informatico contenente l'attestazione e' sottoscritto dal soggetto che compie l'attestazione con firma digitale ...". E' stato definivamente chiarito che non è - per i casi più frequenti - necessario l'inserimento dell'impronta di HASH, quel particolare, mai chiarito a sufficienza, che aveva creato tanto scompiglio. La novità più rilevante, sul punto, è che andrà indicato il nome del file nella attestazione di conformità. Il comma 5 dell'art. 19-ter, tuttavia, rispolvera l'impronta di HASH nelle ipotesi residuali, non previste nei commi 2 e 3. Il comma 5, infatti, così  recita: "In ogni altra ipotesi, l'attestazione di conformita' e' inserita in un documento informatico in formato PDF contenente i medesimi elementi di cui al primo comma, l'impronta del documento informatico di cui si sta attestando la conformita' e il riferimento temporale di cui all'art. 4 comma 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 novembre 2014". Non solamente, quindi, il codice HASH ma anche il riferimento temporale.
 
 
Di seguito il testo del Decreto del Ministero della Giustizia 28 dicembre 2015:
 
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DECRETO 28 dicembre 2015
 
Modifiche alle specifiche tecniche previste dall'articolo 34, comma 1 del decreto 21 febbraio 2011, n. 44, recante regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione, nel processo civile e nel processo penale, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010, n. 24.
 
IL DIRETTORE GENERALE
dei sistemi informativi automatizzati
Visto il decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, recante «misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria», convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 20 agosto 2015, n. 192, s.o. n. 50);
Visto il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante «Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese» convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221;
Visto il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante «Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari» convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114;
Visto il decreto-legge 12 settembre 2014 n. 132, recante «Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile convertito» convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014 n. 162;
Vista la legge 21 gennaio 1994, n. 53, recante, «Facolta' di notificazioni di atti civili, amministrativi e stragiudiziali per gli avvocati e procuratori legali»;
Visto l'art. 4 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, recante «Interventi urgenti in materia di funzionalita' del sistema giudiziario», convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010 n. 24;
 Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante «Codice dell'amministrazione digitale» e successive modificazioni;
 Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante «Codice in materia di protezione dei dati personali» e successive modificazioni;
 Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, recante «Regolamento recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell'art. 27 della legge n. 16 gennaio 2003, n. 3»;
Visto il decreto del Ministro della giustizia del 21 febbraio 2011, n. 44 e successive modifiche;
Visto il provvedimento del 16 aprile 2014 del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia contenente le specifiche tecniche previste dall'art. 34, comma 1 del decreto del Ministro della giustizia del 21 febbraio 2011 n. 44;
Rilevata la necessita' di integrare le specifiche tecniche di cui al provvedimento del 16 aprile 2014 in relazione a quanto disposto dal comma 3 dell'art. 16-undecies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179;
Acquisiti i pareri dell'Agenzia per l'Italia digitale e del Garante per la protezione dei dati personali;
 
Adotta
 
il seguente provvedimento;
 
Art. 1
 
Al provvedimento del 16 aprile 2014 del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, recante «Specifiche tecniche previste dall'art. 34, comma 1, del decreto del Ministro della giustizia del 21 febbraio 2011 n. 44», sono apportate le seguenti modificazioni;
 
1. All'art. 2, comma 1, sono aggiunti i seguenti punti;
«cc) impronta: la sequenza di simboli binari (bit) di lunghezza predefinita generata mediante l'applicazione di una opportuna funzione di hash.
 dd) funzione di hash: una funzione matematica che genera, a partire da un documento informatico, una impronta in modo tale che risulti di fatto impossibile, a partire da questa, ricostruire il documento informatico originario e generare impronte uguali a partire da documenti informatici differenti.».
 
2. All'art. 14 e' aggiunto il seguente comma;
«11. La busta telematica e' conservata nel sistema documentale di cui all'art. 11 comma 2.».
 
3. Dopo l'art. 19-bis e' aggiunto il seguente articolo;
«Art. 19-ter (Modalita' dell'attestazione di conformita' apposta su un documento informatico separato). - 1. Quando si deve procedere ad attestare la conformita' di una copia informatica, anche per immagine, ai sensi del terzo comma dell'art. 16-undecies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 212, l'attestazione e' inserita in un documento informatico in formato PDF e contiene una sintetica descrizione del documento di cui si sta attestando la conformita' nonche' il relativo nome del file. Il documento informatico contenente l'attestazione e' sottoscritto dal soggetto che compie l'attestazione con firma digitale o firma elettronica qualificata secondo quanto previsto all'art. 12, comma 2.
 2. Se la copia informatica e' destinata ad essere depositata secondo le regole tecniche previste dall'art. 4 del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24, il documento informatico contenente l'attestazione e' inserito come allegato nella "busta telematica" di cui all'art. 14; i dati identificativi del documento informatico contenente l'attestazione, nonche' del documento cui essa si riferisce, sono anche inseriti nel file DatiAtto.xml di cui all'art. 12, comma 1, lettera e.
 3. Se la copia informatica e' destinata ad essere notificata ai sensi dell'art. 3-bis della legge 21 gennaio 1994, n. 53, gli elementi indicati al primo comma, sono inseriti nella relazione di notificazione.4. Nelle ipotesi diverse dai commi 2 e 3, se la copia informatica e' destinata ad essere trasmessa tramite posta elettronica certificata, l'attestazione di cui al primo comma e' inserita come allegato al messaggio di posta elettronica certificata.
 5. In ogni altra ipotesi, l'attestazione di conformita' e' inserita in un documento informatico in formato PDF contenente i medesimi elementi di cui al primo comma, l'impronta del documento informatico di cui si sta attestando la conformita' e il riferimento temporale di cui all'art. 4 comma 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 novembre 2014. Il documento informatico contenente l'attestazione e' sottoscritto dal soggetto che compie l'attestazione con firma digitale o firma elettronica qualificata.
L'impronta del documento puo' essere omessa in tutte le ipotesi in cui il documento informatico contenente l'attestazione di conformita' e' inserito, unitamente alla copia informatica del documento, in una struttura informatica idonea a garantire l'immodificabilita' del suo contenuto.
6. L'attestazione di conformita' di cui ai commi precedenti puo' anche riferirsi a piu' documenti informatici.».
 
Art. 2
 
Il presente provvedimento acquista efficacia il giorno successivo alla sua pubblicazione nell'area pubblica del portale dei servizi telematici.
 
Roma, 28 dicembre 2015
Il direttore generale: Liccardo
 
 
 

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